La nuova versione dell'Antarès 9, presentata nel 2025, mantiene i fondamenti del modello, pur incorporando alcuni sviluppi degni di nota rispetto alle taglie più grandi della gamma. Ripercorriamo le origini di questo modello, le sue linee principali e le scelte tecniche del cantiere.
Una gamma nata dalla tradizione dei timonieri
Da diversi decenni, la gamma Antarès è uno dei pilastri dell'offerta di motoscafi Bénéteau. Queste barche a barra, progettate per la crociera costiera, si rivolgono a una clientela familiare alla ricerca di un'imbarcazione sicura e confortevole, in grado di offrire qualche notte di pernottamento a bordo. Il primo Antarès 9, varato nel 2017, ha seguito queste orme, utilizzando le ricette di successo del cantiere: uno scafo classico con dislocamento moderato, una postazione di guida centrale, alloggi compatti ma funzionali e un pozzetto protetto.

Il modello 2025 è una pietra miliare. Non si tratta di una rivoluzione, ma di un passo avanti nella gamma, che aumenta l'attrattiva del modello in un mercato altamente competitivo.

Un legame dichiarato con l'Antarès 12

La silhouette di questa nuova versione di Antarès 9 riprende alcuni codici estetici e funzionali del suo fratello maggiore, l'A12. In particolare, c'è il lungo oblò dello scafo, trattato come una fascia continua, che rompe con le aperture separate del modello precedente. Questa scelta, a prima vista puramente estetica, ha anche un vantaggio in termini di luminosità a bordo.

Un'altra aggiunta degna di nota è il portello della timoneria, che ora è esteso per ospitare attrezzature come un tendalino da campeggio o pannelli solari. Questa calotta conferisce inoltre alla silhouette complessiva dell'imbarcazione un aspetto più snello e contemporaneo.
Infusione sottovuoto: costruzione più controllata
Strutturalmente, lo scafo dell'Antarès 9 è ora realizzato con l'infusione sottovuoto, una tecnica più impegnativa, ma che garantisce un migliore controllo del peso, una maggiore omogeneità dei laminati e una riduzione delle emissioni di stirene. Questa scelta tecnica segna un'evoluzione significativa rispetto alla generazione precedente, che era stampata con una tecnica più tradizionale.
La costruzione rimane in poliestere laminato, con una struttura longitudinale integrata. Il ponte è controstampato e la timoneria poggia su un telaio rinforzato. Il volume complessivo rimane invariato, ma la disposizione interna è stata ottimizzata, in particolare per migliorare la circolazione e la ventilazione.
Ergonomia ridisegnata per le crociere costiere
Il programma della barca rimane lo stesso: crociere in famiglia, escursioni giornaliere, lunghi ancoraggi vicino alla costa. Questo posizionamento ha portato il cantiere a migliorare alcuni aspetti funzionali, senza stravolgere l'architettura generale.

Uno dei cambiamenti più visibili è il portellone di dritta, che facilita le manovre di ormeggio e l'imbarco. Anche la passerella di dritta è stata allargata, rendendo più sicuro l'avanzamento. Questo dettaglio è particolarmente apprezzato dalle famiglie con bambini e dai navigatori solitari.
L'integrazione di equipaggiamenti opzionali come pannelli solari, un'elica di prua e un sistema al litio per il condizionamento dell'aria dimostra inoltre che Bénéteau sta rispondendo alla crescente domanda di autonomia prolungata all'ancora.
Un'evoluzione discreta ma mirata verso l'alto
L'obiettivo di questo modello è migliorare la qualità della vettura senza apportare modifiche radicali. Tappezzeria, boiserie interna, illuminazione indiretta: l'ambiente di bordo è stato rielaborato. Il livello di finitura è ora vicino a quello dell'Antarès 12, senza però sforare il budget.
La strategia di Bénéteau è chiara: mantenere un'offerta accessibile nel segmento dei timonieri fuoribordo gemelli, pur soddisfacendo gli attuali standard di comfort a bordo. Questo spostamento verso l'alto del mercato rimane contenuto e non aumenta in modo significativo il prezzo di base.
Con questa nuova versione, Bénéteau dimostra che è possibile modificare radicalmente un modello senza alterarne lo spirito o la funzione. Un approccio che preserva il DNA di un best-seller, adattandolo alle nuove aspettative dei diportisti.

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