L'Hermione sfugge, per il momento, alla liquidazione giudiziaria. Il tribunale di La Rochelle concede altri sei mesi alla sua associazione, ma le offerte di acquisizione sono state respinte. Immobilizzata ad Anglet dal 2021, la fregata attende ancora i finanziamenti necessari per il completamento del suo restauro.
Due offerte di riacquisto respinte dal tribunale
Il tribunale di La Rochelle ha concesso all?Associazione Hermione - La Fayette un terzo e ultimo periodo di osservazione di sei mesi, a partire dal 18 settembre 2026. Tale decisione, emessa il 1° ottobre, consente all?ente, posto in amministrazione controllata dal settembre 2025, di proseguire le proprie attività.
Nel frattempo, la giustizia ha respinto le due proposte di acquisizione ancora in lizza, presentate da Tugdual Jaouen e Christophe Degnero. Il Centro internazionale del mare di Rochefort, dal canto suo, aveva ritirato la propria proposta.
L'associazione mantiene quindi la gestione della nave, ma d'ora in poi dovrà presentare un piano di risanamento credibile. La prossima udienza è fissata per il 14 aprile 2027.
Mancano ancora circa 5 milioni di euro
La situazione finanziaria è direttamente legata alle condizioni dello scafo. Da settembre 2021, l?Hermione è ferma in bacino di carenaggio ad Anglet, nel porto di Bayonne, in seguito alla scoperta di gravi danni al legno causati da funghi xilofagi.
Il costo dei lavori di restauro è stato stimato in circa 10 milioni di euro. Secondo i dati forniti dall'associazione, più della metà dei lavori è stata realizzata o finanziata. Rimarrebbero tuttavia da raccogliere circa 5 milioni di euro per portare a termine i lavori di restauro.
Le donazioni, il mecenatismo e gli incassi derivanti dalle visite contribuiscono al funzionamento della struttura, senza però consentire, in questa fase, di coprire interamente i costi. La ripresa effettiva dei lavori dipende quindi da nuovi impegni finanziari.
Uno scafo ben tenuto, ma i lavori sono ancora sospesi
Nonostante la sospensione dei lavori di restauro, l'associazione continua a occuparsi della manutenzione del tre alberi. L'associazione riferisce che un sopralluogo tecnico effettuato l'11 settembre 2026 da diverse imprese specializzate non ha rilevato né un invecchiamento accelerato nella zona di radoub né nuovi attacchi fungini.
Questa constatazione è incoraggiante per la conservazione della nave, ma non risolve la questione del suo ripristino. Prima di poter prevedere il suo ritorno in acqua, sarà necessario completare le riparazioni strutturali e poi verificare l?idoneità dell?imbarcazione a riprendere la navigazione.
La decisione del tribunale offre quindi tempo, non una soluzione definitiva. Per L'Hermione, la sfida dei prossimi mesi sarà quella di trasformare i sostegni raccolti in finanziamenti disponibili, al fine di riavviare i lavori prima della scadenza giudiziaria dell'aprile 2027.

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