Ocean Fifty ad Ajaccio: l'atto 2 è stato stravolto nella manche finale

Una seconda vittoria sul filo di lana per l'Elvest Sailing Team
Una seconda vittoria sul filo di lana per l'Elvest Sailing Team © Vincent Olivaud- Ocean Fifty

In Corsica, il secondo atto delle Ocean Fifty Series si è svolto fino ai minuti finali al largo di Ajaccio. Tra partenze sotto pressione, reclami e distacchi ridotti, i trimarani hanno dato vita a una regata densa in un vento instabile. Elvest Sailing Team ha ottenuto il secondo successo consecutivo dopo Sainte Maxime.

Il campionato Ocean Fifty Series ha assunto una nuova dimensione questa settimana nella baia di Ajaccio. Per quattro giorni, i trimarani di 50 piedi si sono alternati tra percorsi costruiti e costieri tra Porticcio e le Isole Sanguinarie, in uno specchio d'acqua tecnico dove i distacchi sono stati spesso decisi da poche lunghezze.

Coerenza decisiva

Ad Ajaccio, l'Elvest Sailing Team ha costruito il suo successo su una serie di risultati costanti. In dieci regate disputate, il trimarano guidato da Sébastien Rogues non è mai arrivato oltre il quarto posto.

Questo approccio contrasta con quello di Lazare, che è stato molto veloce in alcune regate ma è stato penalizzato nell'ultima giornata dopo una partenza anticipata. La barca di Erwan Le Draoulec ha vinto quattro delle dieci prove, il doppio di Elvest. Ma in un formato che combina percorsi tecnici e costieri, ogni errore ha un impatto immediato sulla classifica generale. Il team Elvest è stato particolarmente forte nelle fasi di transizione. Jean Baptiste Gellée, Florian Guezennec, Pierre Brasseur e Colombe Julia hanno mantenuto un ritmo costante nelle manovre, limitando la perdita di velocità nelle virate e nelle strambate.

Sébastien Rogues riassume questa tensione costante: "Stiamo vincendo con distacchi molto ridotti. Tutto può essere ribaltato molto rapidamente". "Questa frase illustra bene il modo in cui funzionano le moderne gare di Ocean Fifty, dove le differenze di prestazioni si stanno gradualmente riducendo tra le squadre.

Avvio e arbitraggio in diretta

Numerose partenze controverse e penalità immediate hanno caratterizzato la giornata finale.

Il sistema degli arbitri di bordo o degli arbitri posizionati sul campo di regata sta cambiando profondamente il modo in cui si svolgono le regate. Gli equipaggi conoscono ora le penalità quasi istantaneamente. Questo riduce il numero di lunghe dispute a terra, ma aumenta anche la pressione negli ultimi secondi prima del segnale.

Il caso di Lazare illustra questo problema. Secondo Erwan Le Draoulec, una situazione di diritto di precedenza mal negoziata con un concorrente lo ha costretto ad allontanarsi improvvisamente per evitare una collisione, facendogli tagliare il traguardo prematuramente. Il numero crescente di reclami dimostra anche che il livello generale del campo continua a migliorare. Otto trimarani sono ora a poca distanza l'uno dall'altro e diversi team hanno vinto almeno una gara questa settimana.

La Baia di Ajaccio conferma il suo interesse

Le acque al largo di Ajaccio hanno lasciato il segno sugli equipaggi questa settimana. Tra la città vecchia, il porto di Tino Rossi, Porticcio e le isole Sanguinarie, le condizioni hanno permesso di alternare navigazione tattica e velocità.

Per gli organizzatori, questo tipo di baia offre diversi vantaggi. Il terreno collinare crea una varietà di effetti aerologici, utili per decidere tra gli equipaggi. Inoltre, l'immediata vicinanza alla città facilita l'accoglienza del pubblico e la gestione delle operazioni logistiche.

Gli Ocean Fifty hanno beneficiato di un vento stabile per il Mediterraneo, con mare relativamente facile per tutta la durata dell'evento. In queste condizioni, i trimarani sono stati in grado di mantenere velocità elevate senza subire gli impatti violenti che si verificano nei mari incrociati oceanici. Le rotte costiere verso le Isole Sanguinarie sono servite anche a ricordare l'importanza di leggere i rilievi costieri del Mediterraneo. Gli equipaggi hanno dovuto affrontare accelerazioni localizzate, zone di sottovento e rapide oscillazioni del vento. Questa diversità è di particolare interesse per i velisti provenienti dall'Atlantico. La navigazione in Mediterraneo richiede regolazioni più frequenti e un adattamento costante agli effetti termici e al terreno.

L'accoglienza del pubblico è un altro aspetto importante del circuito. Gli organizzatori hanno sistemato i trimarani nel cuore della città, consentendo a visitatori, scolaresche e club velici di avvicinarsi alle barche. Per una classe che vuole aumentare il proprio profilo, questa vicinanza è essenziale.

Passaggio del testimone da Sébastien Rogues a Matthieu Perraut

Al di là della vittoria, il team Elvest sta già preparando la prossima fase del suo programma sportivo. Sébastien Rogues passerà il timone a Matthieu Perraut per i prossimi eventi, in particolare la Drheam Cup e la 24H Ultim.

L'obiettivo principale rimane ora la Route du Rhum 2026. La classe sta inoltre continuando a lavorare sull'affidabilità delle piattaforme. I rovesciamenti e i danni registrati nelle ultime stagioni ci ricordano che questi trimarani viaggiano spesso a velocità prossime a quelle degli Ultim in determinate condizioni.

Ad Ajaccio, gli scarti ridotti dimostrano finalmente che non c'è una squadra che domina il campo. Dietro Elvest e Lazare, Edenred, Plastic Odyssey Fifty e Sodebo Fifty restano in grado di giocarsi i primi posti, a seconda delle condizioni meteorologiche e delle modalità di regata.

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