La terza vittoria di Nicolas Lunven: le chiavi del successo nella Solitaire du Figaro

© Vincent Olivaud

Nove anni dopo la sua ultima partecipazione, Nicolas Lunven è tornato sul gradino più alto della Solitaire du Figaro Paprec. Lo skipper di PRB entra nella ristretta cerchia dei tre volte vincitori dell'evento. Dietro questo risultato si nascondono numerosi insegnamenti sull'evoluzione del livello, sulla padronanza del Figaro 3 e sulla gestione di una regata diventata particolarmente impegnativa.

La 57ª edizione della Solitaire du Figaro Paprec non ha solo incoronato un vincitore. Ha anche messo in luce le qualità ormai indispensabili per vincere una delle corse più combattute del calendario francese. Ripercorriamo i fattori che hanno permesso a Nicolas Lunven di conquistare la terza vittoria, dopo quelle ottenute nel 2009 e nel 2017.

Il ritorno al Figaro dopo nove anni di assenza: come riprendere il ritmo del monotipo

Tornare alla Solitaire du Figaro Paprec dopo un'assenza di quasi dieci anni è stata una scommessa ambiziosa. Durante questo periodo, Nicolas Lunven ha proseguito la sua carriera ai massimi livelli delle regate oceaniche, in particolare nella classe IMOCA. Tuttavia, l'esperienza acquisita sui grandi monoscafi non garantisce automaticamente il successo su un Figaro.

Il monotipo richiede un approccio particolare. Le differenze di velocità sono ridotte e il minimo errore tattico si riflette immediatamente sulla classifica. Fin dall'inizio della sua preparazione, nel gennaio 2026, il velista bretone ha notato il vantaggio tecnico degli specialisti del circuito. Questa consapevolezza lo ha portato ad aumentare il numero di sessioni di allenamento e di confronti prima dell'inizio della Solitaire.

I risultati ottenuti nelle regate preparatorie hanno rapidamente confermato la sua crescente potenza. Inoltre, hanno dimostrato che una solida esperienza di navigazione oceanica rimane un vantaggio se abbinata a un grande lavoro di adattamento.

La gestione del sonno, sempre un fattore determinante

Le testimonianze raccolte al traguardo di Le Havre mostrano l'intensità di questa edizione. Diversi concorrenti hanno spiegato di aver dormito solo poche decine di minuti in alcuni tratti del percorso. Alexis Thomas, ad esempio, descrive una tappa particolarmente estenuante con pochissimo riposo accumulato per diversi giorni.

In questo ambito, Nicolas Lunven ha ritrovato gli automatismi che lo avevano già reso famoso durante le sue precedenti vittorie. La gestione dei tempi di riposo, l'organizzazione della barca e la capacità di rimanere al top nonostante la stanchezza sono stati fattori chiave per la sua costanza.

Questa costanza si riflette nei suoi piazzamenti di tappa: quinto, secondo e quarto. Nessuna impresa spettacolare, ma una presenza costante tra i leader.

Perché l'esperienza ha avuto la meglio su questa edizione 2026

Il ritiro di Tom Dolan nell'ultima tappa ha avuto un effetto profondo sulla classifica generale. Ma ridurre la vittoria di Nicolas Lunven a questo episodio significherebbe dimenticare l'essenziale.

Per tutta la durata della regata, diversi velisti hanno dimostrato una notevole velocità. Paul Morvan, Alexis Thomas e Paul Loiseau hanno animato regolarmente i dibattiti. Tuttavia, quando si è arrivati al dunque, è stato il velista più esperto a spuntarla.

Questa esperienza presenta diversi vantaggi. Facilita la lettura di situazioni meteorologiche complesse. Aiuta inoltre a evitare errori strategici quando la pressione aumenta. Infine, rende più facile gestire gli alti e bassi emotivi che accompagnano una gara per diverse settimane.

A 42 anni, Nicolas Lunven sta dimostrando che la maturità sportiva è ancora un fattore importante in una disciplina in cui i guadagni si misurano spesso in minuti dopo aver navigato per diverse centinaia di miglia. Unendosi a Philippe Poupon, Jean Le Cam, Michel Desjoyeaux, Yann Eliès, Jérémie Beyou e Armel Le Cléac'h tra i tre vincitori dell'evento, lo skipper bretone ha scritto definitivamente il suo nome nella storia delle regate oceaniche francesi.

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