Dagli ecoscandagli ai centri di navigazione, 70 anni di storia di B&G nella nautica

Dal 1955, B&G ha accompagnato l'evoluzione degli yacht da regata e da crociera. Dalle prime unità di controllo analogiche agli odierni schermi Zeus, il marchio britannico ha equipaggiato diverse generazioni di skipper oceanici. Inoltre, alcune grandi regate oceaniche hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo dei suoi strumenti.

Nei pozzetti delle imbarcazioni IMOCA, dei Maxi, dei multiscafi e degli yacht dell'Admiral's Cup, gli schermi B&G fanno quasi parte del paesaggio. Da 70 anni, il marchio britannico Brookes e Gatehouse segue l'evoluzione delle regate oceaniche e dell'elettronica di bordo. È una storia tecnica, ma anche sportiva, che abbraccia diverse generazioni di skipper e importanti regate oceaniche.

Il debutto di B&G nelle regate britanniche negli anni '50

B&G è stata fondata nel Regno Unito nel 1955 da Ronald Brookes e Williard Gatehouse. A quell'epoca, la navigazione si basava ancora in gran parte su strumenti meccanici e sul know-how degli equipaggi.

Le prime apparecchiature sviluppate dal marchio riguardavano sistemi elettronici per la misurazione della velocità e della profondità (log ed ecoscandaglio). Negli anni '60, gli yacht che partecipavano alle regate d'altura britanniche iniziarono ad adottare questi strumenti.

La Fastnet Race diventa quindi un campo di sperimentazione su larga scala. Questa regata, rinomata per le sue condizioni spesso difficili nel Mar Celtico, spinge gli equipaggi a cercare dati più precisi sulla velocità e sul vento.

E gradualmente l'elettronica di bordo sta iniziando a cambiare le tattiche di gara.

L'Admiral's Cup e la Whitbread accelerano la necessità dell'elettronica

Negli anni '70, le principali competizioni d'altura assunsero una nuova dimensione. L'Admiral's Cup divenne uno dei punti di riferimento internazionali per le regate oceaniche, mentre la Whitbread Round the World Race, precursore dell'attuale Ocean Race, impose nuovi vincoli tecnici.

Gli yacht che partecipano a queste regate navigano in mare aperto per diverse settimane. Gli equipaggi hanno bisogno di informazioni affidabili per ottimizzare le traiettorie e proteggere le attrezzature. B&G sta sviluppando sistemi in grado di combinare una serie di dati: velocità di superficie, angolo di vento apparente, direzione della bussola e vento vero.

Skipper come Sir Peter Blake e Robin Knox Johnston parteciparono a questo periodo, durante il quale la navigazione elettronica divenne una parte sempre più importante delle strategie di regata.

Hercules è diventato un punto di riferimento negli anni '80

Negli anni '80 fa la sua comparsa una delle apparecchiature più significative nella storia di B&G: l'Hercules Performance System. Il sistema Hercules calcola in tempo reale dati prima difficilmente utilizzabili: VMG, prestazioni polari, linee di galleggiamento e angoli di vento ottimizzati.

Negli anni '90, i sistemi Hercules sono stati installati su molti maxi yacht e barche a vela dell'America's Cup. I display di rete e i grandi ripetitori d'albero sono diventati una vista familiare nei cockpit da regata. Gli equipaggi iniziano a navigare con una vera e propria analisi digitale delle prestazioni della barca.

Allo stesso tempo, anche le regate oceaniche si stanno evolvendo. Le imbarcazioni IMOCA che partecipano al Vendée Globe stanno diventando sempre più veloci ed esigenti nei confronti dei loro sistemi elettronici.

Vendée Globe, Volvo Ocean Race e IMOCA diventano laboratori galleggianti

A partire dagli anni 2000, le moderne regate oceaniche hanno accelerato lo sviluppo della strumentazione di bordo. Il Vendée Globe, la Volvo Ocean Race e poi i circuiti IMOCA hanno imposto nuovi requisiti: resistenza agli urti, consumi ridotti e piena integrazione tra autopilota, sistema di navigazione e software meteo.

Skipper come Michel Desjoyeaux, François Gabart, Charlie Dalin e Jérémie Beyou utilizzano i sistemi B&G su diverse generazioni di imbarcazioni IMOCA. Le unità di potenza Idra allora H5000 appaiono in questo periodo.

La piattaforma H5000, lanciata all'inizio del 2010, è chiaramente indirizzata alle imbarcazioni da regata avanzate e ai programmi professionali offshore. Consente calcoli più rapidi delle prestazioni e un'ampia personalizzazione dei dati visualizzati. Nell'Oceano del Sud o quando si naviga a più di 25 nodi, la leggibilità delle informazioni diventa una questione di sicurezza quanto di prestazioni.

Gli autopiloti stanno cambiando il modo in cui si svolgono le regate d'altura

L'altro grande sviluppo riguarda i piloti automatici. Nelle prime regate intorno al mondo in solitario, gli skipper trascorrevano ancora molte ore al timone. Con le generazioni ACP e poi NAC di B&G, gli autopiloti stanno diventando gradualmente più precisi. Sono in grado di governare in base al vento apparente o reale, di gestire variazioni di rotta più fini e di adattarsi all'accelerazione degli scafi moderni.

Sulle imbarcazioni foiling IMOCA, questi sistemi stanno quasi diventando un membro aggiuntivo dell'equipaggio. Velisti come Armel Le Cléac'h e Thomas Ruyant hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo dei requisiti dell'autopilota sui moderni monoscafi oceanici.

E oggi, in certe condizioni di veloce sottovento, i piloti automatici governano a volte più regolarmente di un uomo stanco dopo diversi giorni di navigazione.

Zeus, Vulcan e Triton portano la tecnologia offshore in crociera

A partire dal 2010, B&G svilupperà anche prodotti pensati più per la vela d'altura e le regate amatoriali. Display multifunzione Zeus allora Vulcano centralizzare i dati cartografici, radar, AIS e di navigazione in un'unica interfaccia.

Lo Zeus introduce diverse funzioni dedicate alla navigazione a vela: SailSteer, calcolo automatico delle linee di galleggiamento e gestione semplificata dei polari. I display Tritone e Tritone2 ripetitori della cabina di pilotaggio.

Questa democratizzazione risponde a un'evoluzione dello yachting moderno: i velisti da crociera utilizzano ora strumenti che in precedenza erano riservati alle squadre di regatanti professionisti.

70 anni di storia legati all'evoluzione della navigazione moderna

Dalla Fastnet Race degli anni '60 alle barche IMOCA volanti di oggi nella Vendée Globe, la storia di B&G va di pari passo con quella delle moderne regate oceaniche. Gli strumenti hanno trasformato profondamente il modo di navigare, di regolare le vele e di gestire le traiettorie meteorologiche.

Ma nonostante i touch screen, le reti digitali e i calcolatori di prestazioni, le esigenze degli skipper sono ancora molto simili a quelle dei pionieri della vela d'altura: hanno bisogno di informazioni affidabili e rapide per mantenere la barca in movimento nelle giuste condizioni.

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