Salvare l?Hydroptère dalla distruzione è stata, in fin dei conti, solo la prima mossa. Acquistato alle Hawaii nel 2019 e poi riportato in Francia in pezzi smontati, il trimarano è stato ricostruito a Nantes da un team guidato da Gabriel Terrasse. Dopo la presentazione al pubblico del 27 agosto 2026, il progetto entra in una nuova fase, quella del ritorno in acqua e, se le prove di volo...
Sette anni di lavori per ricostruire un trimarano abbandonato alle Hawaii
Quando Gabriel Terrasse acquistò L'Hydroptère all'asta nel 2019, l'imbarcazione si trovava alle Hawaii e doveva essere demolita. L'ingegnere, che seguiva il progetto già dagli anni '90, decise allora di dare una svolta alla propria vita per cercare di salvare il trimarano.

La barca torna poi a Nantes smontata in parti separate. Il suo restauro coinvolge volontari, partner e finanziamenti privati per diversi anni.
Secondo le informazioni fornite, sono stati raccolti circa 3 milioni di euro grazie a investitori, donazioni e fondi personali. I lavori sono durati 7 anni.
18 m di lunghezza, 24 m di larghezza
L'Hydroptère misura 18 m di lunghezza e 24 m di larghezza. Il suo albero raggiunge i 28 m di altezza. Queste proporzioni raccontano già in parte il progetto. Il trimarano dispone di una piattaforma molto ampia destinata a sostenere le appendici che gli consentono di sollevarsi sopra la superficie.

L'Hydroptère è stato ideato da Éric Tabarly e Alain Thébault sulla base di un principio che oggi sembra familiare, ma che all'epoca era molto più sperimentale: utilizzare dei foil per ridurre progressivamente la superficie dello scafo a contatto con l'acqua e diminuire la resistenza aerodinamica.
La barca è stata progettata in quest'ottica come un mezzo simile a un velivolo. Un approccio che spiega anche perché il suo restauro non potesse limitarsi all'aspetto esteriore.
Perché il record dei 50 nodi rimane legato alla sua storia
L'Hydroptère occupa un posto speciale nella storia delle barche a vela veloci. È descritto nelle fonti come la prima imbarcazione a vela ad aver superato la soglia dei 50 nodi. Questa velocità, pari a circa 100 km/h, rimane spettacolare per un'imbarcazione progettata ben prima della diffusione generalizzata dei foils sulle barche a vela da competizione moderne.
Il suo interesse va tuttavia oltre il semplice record. L'Hydroptère rappresenta un periodo in cui il volo sull'acqua era ancora in fase sperimentale, con scelte tecniche che hanno anticipato l'arrivo dei foil nell'America's Cup, negli Ultim o in alcune regate d'altura.
Questo spiega anche l?attaccamento suscitato dal suo restauro. Il progetto non consiste solo nel conservare uno scafo d?epoca, ma nel rimettere in condizioni ottimali un modello dimostrativo che fa parte della storia dello sviluppo delle barche a vela con alari.
Il reimmissione in acqua non significa ancora il ritorno del volo
La prossima tappa è prevista per la fine di settembre 2026 a Nantes. L'Hydroptère dovrebbe quindi tornare in acqua, con una possibile presentazione dalle banchine della Loira. Tuttavia, il ritorno in acqua non garantisce che l'imbarcazione possa funzionare immediatamente come un tempo.

Dopo diversi anni di abbandono, un trasporto in pezzi e sette anni di ricostruzione, le prove dovranno consentire di verificare l?intera piattaforma prima di poter prevedere una navigazione veloce sui foils.

È probabilmente qui che avrà inizio la parte più interessante del progetto. Il restauro di un?imbarcazione permette di riportarla alla sua forma originaria. Per ripristinarne il comportamento dinamico è poi necessario verificare il funzionamento di tutti i sistemi durante la navigazione.
Lorient come futuro porto di base e vetrina del patrimonio tecnico
Dopo Nantes, l'equipaggio desidera raggiungere Lorient a bordo del trimarano. Questa destinazione non è stata scelta a caso, poiché l'imbarcazione è strettamente legata alla storia francese delle regate d'altura e allo sviluppo delle barche a vela veloci.
Il progetto non sembra tuttavia voler limitare l'Hydroptère a un ruolo statico, ma prevede una sua possibile presenza in occasione di raduni nautici, mostre ed eventi legati alla vela.

Michel Desjoyeaux, Marie Tabarly, Jean Le Cam e l'architetto navale Vincent Lauriot Prévost figurano tra i sostenitori del progetto citati nelle fonti.

L'Hydroptère potrebbe quindi seguire un duplice percorso. Il primo consiste nel preservare ed esporre un'imbarcazione che testimonia diversi decenni di ricerca sul volo sull'acqua. Il secondo è più ambizioso: riportare il trimarano in navigazione e consentirgli di riprendere il volo sui suoi foil.
A questo punto, l'imbarcazione è stata ricostruita e il varo è ormai imminente. La vera risposta arriverà poi, quando verranno mollate le cime e l'Hydroptère tenterà, ancora una volta, di sollevarsi dalla superficie.
E nel frattempo, un altro Hydroptère viene ricostruito a Lorient
La storia avrebbe potuto concludersi con un solo Hydroptère rimesso sui suoi foil. Alla fine, però, prende una piega più singolare. Alain Thébault sta lavorando da parte sua all?assemblaggio di diversi elementi del trimarano utilizzando pezzi che conserva da diversi anni a Lorient. Egli afferma di disporre, in particolare, dei galleggianti originali, dei bracci di collegamento, dei due foil costruiti da Dassault Aviation, di contenitori con altri pezzi e del modello in scala 1:3.
Rimane un elemento piuttosto difficile da dimenticare su un trimarano: lo scafo centrale. Ne è stato costruito un solo esemplare, che si trova sul foiler di Gabrielle Terrasse. Alain Thébault aveva annunciato che doveva provenire da un cantiere di La Rochelle. Il suo progetto rimane quindi, a questo punto, quello di un assemblaggio in corso piuttosto che quello di un?imbarcazione completa. Ai nostri colleghi di Ouest France, nel giugno 2026 aveva dichiarato che i lavori sarebbero durati alcuni mesi e che l?imbarcazione avrebbe avuto base a Lorient e sarebbe stata in condizioni di navigare.
La situazione ha qualcosa di piuttosto buffo: mentre il vero Hydroptère, restaurato a Nantes, si prepara a tornare in acqua, i pezzi di un altro attendono a Lorient di tornare a essere una barca a vela. La saga della barca volante sembra aver trovato il modo di sdoppiarsi.

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