Controlli in mare: perché l'emendamento Benjamin segna una svolta per la nautica da diporto

Benjamin Mano è stato avvicinato da un marinaio professionista risultato positivo al test per alcol e cocaina
Benjamin Mano è stato avvicinato da un marinaio professionista risultato positivo al test per alcol e cocaina © famille Mano

Il 9 luglio, l'Assemblea nazionale ha approvato un emendamento che autorizza i controlli sull'alcol e sulle sostanze stupefacenti in mare. Finora, per i conducenti di numerose imbarcazioni da diporto a motore non esisteva alcun dispositivo paragonabile a quello in vigore sulla strada. Questa novità modifica i poteri delle forze marittime e segna una nuova fase nella politica di sicurezza della navigazione.

Un?evoluzione normativa attesa da diversi anni

La sicurezza in mare si basa sulla prevenzione, sulla formazione degli equipaggi e sul rispetto delle norme di navigazione. Ma finora mancava un anello nella legislazione francese. Mentre i controlli sul tasso alcolemico sono comuni sulla rete stradale, le autorità non disponevano di un quadro giuridico analogo per controllare i conducenti di numerose imbarcazioni da diporto a motore.

L'adozione dell'emendamento governativo, ora denominato "emendamento Benjamin", pone fine a questa situazione. Il testo è stato approvato dall'Assemblea nazionale il 9 luglio 2026 nell'ambito del disegno di legge volto a rafforzare le misure di contrasto alle violazioni dell'ordine pubblico. Esso modifica il Codice dei trasporti al fine di istituire un vero e proprio regime di controllo e sanzione in materia di alcol, stupefacenti e, a termine, sostanze psicoattive.

Questo sviluppo arriva a più di un anno dalla collisione che è costata la vita a Benjamin Mano, di 8 anni, mentre navigava su una barca Optimist al largo del Cercle de voile d?Arcachon il 21 maggio 2025. L?imbarcazione coinvolta era guidata da un marinaio professionista risultato positivo al test per alcol e cocaina. Da quando si è verificata questa tragedia, la famiglia del bambino e la deputata della Gironda Sophie Panonacle hanno intrapreso numerose iniziative per ottenere una modifica della legislazione. Una petizione, che ha raccolto quasi 93.000 firme, era stata avviata per sostenere questa iniziativa.

Un vuoto giuridico che riguardava le imbarcazioni a motore soggette a licenza

Una delle principali conseguenze di questa riforma riguarda i conducenti di imbarcazioni a motore la cui conduzione richiede una patente nautica da diporto.

Finora, a differenza del Codice della strada, nessuna disposizione specifica del Codice dei trasporti definiva una soglia legale di alcolemia applicabile a questi diportisti. Le forze marittime svolgevano essenzialmente operazioni di prevenzione, senza disporre di una base giuridica chiara per effettuare controlli sistematici seguiti da sanzioni penali.

L'emendamento introduce ora due nuove infrazioni. La prima riguarda la navigazione in stato di ebbrezza. La soglia fissata è identica a quella applicata nel codice della strada per il reato, ovvero un tasso alcolemico pari o superiore a 0,80 g/l nel sangue o 0,40 mg/l nell'aria espirata.

La seconda riguarda la conduzione di una nave dopo aver assunto sostanze o piante classificate come stupefacenti, rilevate tramite analisi della saliva o del sangue.

Il testo riguarda le imbarcazioni a motore il cui utilizzo è subordinato al possesso di una licenza nautica da diporto. Le imbarcazioni a vela che non richiedono alcuna licenza non sono quindi direttamente interessate da queste nuove disposizioni, salvo eventuali successive modifiche del quadro normativo.

Sanzioni in linea con quelle previste dal codice della strada

L'emendamento non si limita ad autorizzare i controlli, ma istituisce anche un vero e proprio regime penale applicabile alla navigazione da diporto a motore. Un diportista sottoposto a controllo con un tasso alcolemico pari o superiore a 0,80 g/l nel sangue o a 0,40 mg/l nell?aria espirata è ora passibile di tre anni di reclusione e di una multa di 9.000 ?. Le stesse pene sono previste in caso di consumo di stupefacenti accertato tramite analisi della saliva o del sangue.

Quando l'alcol e gli stupefacenti sono associati, le sanzioni sono più severe. Le pene massime arrivano quindi a cinque anni di reclusione e a 15.000 ? di multa.

Il testo rafforza inoltre le disposizioni applicabili ai marittimi. Finora, le sanzioni previste in caso di guida in stato di ebbrezza erano inferiori a quelle del Codice della strada. Ora passano da due a tre anni di reclusione e da 4.500 ? a 9.000 ? di multa. Ai marittimi professionisti si applica inoltre un nuovo regime penale specifico relativo all?uso di stupefacenti durante l?esercizio delle loro funzioni.

I controlli in mare devono ancora essere organizzati

Sebbene le nuove infrazioni siano ormai inserite nel Codice dei trasporti, la loro attuazione richiederà ancora diverse fasi normative.

L'emendamento autorizza il Governo a emanare un decreto entro sei mesi dalla pubblicazione della legge. Tale decreto dovrà specificare le modalità pratiche dei controlli.

Restano ancora da definire diverse questioni. I testi dovranno in particolare specificare quali autorità saranno autorizzate a effettuare i test di screening, in quali circostanze potranno essere effettuati i controlli e quali saranno le procedure applicabili in caso di rifiuto di sottoporsi alle verifiche.

L'ordinanza dovrà inoltre stabilire le misure cautelari volte a garantire la sicurezza della navigazione nel caso in cui un conducente venga dichiarato inidoneo a proseguire il viaggio.

Un?altra novità prevista è che il futuro provvedimento non si limiterà all?alcol e alle sostanze stupefacenti. Il Governo prevede inoltre di regolamentare il consumo volontario di sostanze psicoattive che potrebbero alterare la capacità di governare una nave.

Per i diportisti, questa fase normativa sarà determinante. Essa definirà le condizioni concrete in cui le unità della gendarmeria marittima, degli affari marittimi o delle dogane potranno intervenire durante i controlli.

Il dibattito si sposta ora sull'omicidio in mare

L'approvazione dell'emendamento Benjamin non segna la conclusione della questione. Sophie Panonacle ha annunciato la sua intenzione di presentare una proposta di legge che introduca il reato di omicidio in mare, sul modello dell'omicidio stradale previsto dal Codice penale.

L'obiettivo è quello di adeguare la qualificazione penale degli incidenti marittimi più gravi quando sono causati dal consumo di alcol o di stupefacenti.

Il testo dovrà ancora seguire l'iter parlamentare tradizionale prima di essere eventualmente approvato. Per i diportisti, questa serie di riforme riflette un'evoluzione più ampia della normativa marittima. A lungo incentrata sulla prevenzione, la politica di sicurezza in mare si sta ora orientando verso un sistema più simile a quello applicato sulle strade, con controlli, soglie chiaramente definite e sanzioni specifiche.

L'adozione dell'emendamento Benjamin ricorda che un vuoto giuridico segnalato già nel 2020 è stato colmato solo dopo la morte di Benjamin Mano, di otto anni. Una cronologia che fa riflettere, dato che i controlli sull?alcol e sulle sostanze stupefacenti rientrano tra le misure di sicurezza che oggi sembrano essere una questione di semplice buon senso per tutti gli utenti del mare.

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