Dal 5 giugno 2026, gli operatori di imbarcazioni da diporto a motore devono integrare una nuova disposizione normativa nei loro preparativi di navigazione. Il Decreto n. 2026-434 del 2 giugno 2026 prevede una serie di reati specifici relativi all'ubriachezza manifesta e alla mancanza di controllo di un'unità da diporto a motore. Oltre alle sanzioni previste, è soprattutto la definizione di ubriachezza manifesta che merita l'attenzione dei diportisti.
Un'infrazione non basata su un test alcolemico
La caratteristica principale del nuovo testo è il concetto di "intossicazione manifesta".
A differenza delle infrazioni basate su un livello di alcol misurato nell'aria respirata o nel sangue, l'ubriachezza manifesta si basa esclusivamente su osservazioni visive effettuate da agenti autorizzati.
Per stabilirlo non sono necessari etilometri, etilometro o campioni di sangue.
L'agente di controllo osserva direttamente i segnali esterni che indicano un cambiamento significativo nel comportamento del conducente.
In pratica, per determinare se una persona è chiaramente ubriaca si tiene conto di una serie di fattori:
- forte alito alcolico;
- dichiarazioni incoerenti o confuse ;
- difficoltà di linguaggio ;
- balbuzie insolite ;
- aggressività o comportamento eccessivamente euforico ;
- sonnolenza anomala ;
- disturbi dell'equilibrio ;
- andatura esitante o barcollante ;
- difficoltà a svolgere compiti semplici.
Queste osservazioni vengono registrate in un rapporto ufficiale o in un modulo che descrive il comportamento osservato. Per i diportisti, questa disposizione rappresenta un'importante deroga ai controlli stradali solitamente associati al tasso di alcolemia legale.
Una nuova multa per chi guida in stato di ebbrezza
Il decreto introduce un nuovo articolo R. 5242-1 nel Codice dei Trasporti. Nelle zone marittime interessate, la conduzione di un'imbarcazione da diporto a motore in evidente stato di ebbrezza diventa un reato di quarta classe.
Questa qualifica consente alle autorità di sanzionare i comportamenti che mettono a rischio la sicurezza della navigazione, anche quando non è disponibile o non è stata effettuata una misurazione scientifica del tasso alcolemico. Il governo giustifica questa misura con la necessità di rafforzare la sicurezza marittima a fronte dei comportamenti pericolosi osservati in alcune aree di navigazione trafficate.
Sospensione della patente e confisca della barca
Il decreto non si limita alle ammende. Gli ufficiali giudiziari hanno ora a disposizione una serie di strumenti aggiuntivi. In particolare, il giudice può sospendere la patente nautica fino a un anno.
Il testo prevede anche la possibilità di confiscare l'imbarcazione utilizzata per commettere il reato, qualora lo si ritenga opportuno. Questa disposizione è probabilmente l'aspetto più dissuasivo del decreto per i proprietari di imbarcazioni. Tuttavia, la confisca rimane una sanzione aggiuntiva lasciata alla discrezione dell'autorità giudiziaria.
Anche la velocità eccessiva sta diventando un obiettivo prioritario
Il decreto riguarda anche i comportamenti legati al mancato mantenimento del controllo di un'imbarcazione. Un nuovo articolo, il R. 5242-2, punisce il mancato mantenimento del controllo della velocità o dell'imbarcazione in determinate situazioni.
Ci sono tre casi in particolare:
- quando si superano o si sorpassano altre imbarcazioni ;
- quando le condizioni meteorologiche riducono la visibilità, in particolare in presenza di pioggia o nebbia;
- in prossimità di bagnanti, subacquei o ostacoli fisici.
Il testo impone quindi un adattamento permanente della velocità alle reali condizioni di navigazione.
Questo obbligo esiste già nei regolamenti marittimi internazionali, ma ora ha una base giuridica più esplicita per le imbarcazioni da diporto a motore.
Un concetto giuridico che sta già sollevando interrogativi
Sebbene l'obiettivo della sicurezza sia chiaramente dichiarato, il concetto di ubriachezza manifesta solleva una serie di problemi pratici. Spetta in gran parte alla discrezione dell'agente che ha commesso l'infrazione stabilire cosa costituisca un'ubriachezza manifesta.
Alcuni segni esteriori possono talvolta avere cause diverse dal consumo di alcol: stanchezza, mal di mare, assunzione di farmaci o stress.
Il rapporto ufficiale dovrà quindi fornire una descrizione precisa di ciò che è stato osservato per consentire al giudice di valutare la realtà della situazione. Per i diportisti, questa modifica normativa ricorda che, in mare come in strada, bere alcolici prima o durante la guida di un'imbarcazione comporta ora conseguenze più pesanti.
Con questo decreto, entrato in vigore il 5 giugno 2026, le autorità dispongono ora di un quadro giuridico specifico per sanzionare i comportamenti ritenuti pericolosi a bordo delle imbarcazioni da diporto a motore, anche in assenza di alcol test. È proprio questo punto che costituisce la principale novità del testo e che dovrebbe attirare l'attenzione dei naviganti durante la stagione estiva 2026.

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