Con l'adozione di un emendamento governativo da parte del Senato, le norme francesi sull'alcol a bordo sono state estese. Questa volta, le regole non si applicano più solo ai conducenti o ai guardiani, ma a tutto il personale di bordo che svolge un'attività professionale.
Un'estensione che va oltre le posizioni di guida
Fino ad oggi, il Codice dei Trasporti ha riguardato principalmente le funzioni direttamente collegate alla sicurezza nautica della nave. I test alcolemici riguardavano principalmente capitani, ufficiali di guardia, direttori di macchina, guardiani e piloti di marina. Il nuovo testo cambia radicalmente questo approccio. D'ora in poi, qualsiasi persona che svolga un'attività professionale a bordo rientrerà potenzialmente nel campo di applicazione del sistema. Ciò include i marittimi salariati, così come alcuni membri del personale tecnico e fornitori di servizi a bordo.
Per gli armatori, questo sviluppo sta cambiando la gestione quotidiana degli equipaggi. Gli obblighi non si limitano più ai ponti di navigazione o ai motori. Riguardano l'intera catena umana a bordo. E in una nave moderna, questa catena sta diventando sempre più complessa. Tra personale alberghiero, tecnici offshore, squadre di manutenzione, subappaltatori specializzati e marinai stagionali, i confini operativi sono meno netti di un tempo.
Una risposta alla crescente densità del traffico marittimo
Questa riforma arriva in un momento di forte pressione sulle aree marittime costiere. Le aree marittime ospitano oggi navi da carico, traghetti, navi di servizio, unità offshore, pesca professionale, yachting e attività turistiche. In diverse aree del litorale francese, i CROSS stanno assistendo a un costante aumento del numero di interventi legati a comportamenti a rischio, in particolare durante i mesi estivi. Collisioni, incagli e incidenti di manovra coinvolgono spesso fattori umani.
Il governo sta quindi cercando di avvicinare il settore marittimo agli standard già applicati in altri settori del trasporto. L'aviazione civile, le ferrovie e il trasporto su strada hanno da tempo norme estese sui livelli di alcolemia sul lavoro.
In mare, la questione rimane più delicata. Gli equipaggi vivono e lavorano nello stesso spazio, a volte per diverse settimane alla volta. Su alcune navi non è sempre facile definire il confine tra tempo di servizio e tempo di riposo. Per le compagnie di navigazione, questi cambiamenti comportano anche una revisione delle procedure interne. Dovranno essere chiariti i controlli, la prevenzione, la formazione dei manager di bordo e la responsabilità del comando.
I diportisti si perdono ancora
Il dibattito al Senato ha messo in luce anche un'altra questione delicata: la nautica da diporto. Alcuni rappresentanti eletti volevano allargare la discussione ai velisti da diporto, a seguito di alcuni recenti incidenti avvenuti sulle coste francesi. Ma il testo adottato rimane incentrato sui diportisti professionisti.
Tuttavia, la convivenza può essere talvolta problematica in alcune aree popolari. Le norme francesi in materia di alcolici sulle imbarcazioni da diporto sono ancora relativamente frammentarie. Esse variano a seconda del tipo di navigazione, della potenza dell'imbarcazione e delle circostanze in cui viene controllata.
E a terra, le risorse di controllo rimangono limitate. Le operazioni coordinate dagli Affari marittimi o dalla Gendarmeria marittima rimangono ad hoc, spesso concentrate nei principali fine settimana estivi.
Il tema delle droghe rimane irrisolto
Un altro limite evidenziato durante i dibattiti è che gli stupefacenti non sono stati inclusi nell'estensione adottata dal Senato. Tuttavia, diverse recenti indagini legate a incidenti marittimi hanno dimostrato che il consumo di sostanze psicoattive sta diventando oggetto di vigilanza anche in alcuni settori professionali.
Gli armatori hanno talvolta regolamenti interni più severi del quadro normativo nazionale. Alcune compagnie impongono già controlli casuali o sistematici prima dell'imbarco, in particolare nelle attività offshore o nel trasporto passeggeri. Ma il quadro giuridico varia ancora. I metodi di controllo, le soglie applicabili e le responsabilità disciplinari variano da compagnia a compagnia e da bandiera a bandiera.
Questa assenza dal testo adottato dimostra anche la difficoltà di adattare rapidamente il diritto marittimo alle nuove questioni di sicurezza umana.

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