Mentre la flotta IMOCA continua la sua ricerca di velocità, i progettisti stanno esplorando nuovi modi per migliorare le prestazioni senza uscire dalle regole. Il nuovo DMG Mori, attualmente in fase di finitura presso il cantiere, è una perfetta illustrazione di questa tendenza. Durante una visita tecnica della barca, Stan Delbar, boat captain del progetto, ha illustrato una serie di scelte progettuali che distinguono questa nuova barca IMOCA dai suoi rivali. Con il suo scafo ridisegnato, i foil di nuova generazione e l'ergonomia completamente ripensata, il monoscafo giapponese non manca di caratteristiche uniche.
Uno scafo a forma di busto per avvicinare l'IMOCA al volo permanente
La prima cosa che salta subito all'occhio è la forma dello scafo. Il nuovo IMOCA, disegnato da Guillaume Verdier, presenta un grande busto, una sporgenza longitudinale visibile sotto lo scafo e largamente ispirata alle ricerche condotte sulle ultime generazioni di barche a vela volanti.
Secondo Stan Delbar, questa architettura avvicina il concetto a quello di "monomarano", una formula che cerca di trarre alcuni vantaggi dai multiscafi pur rispettando le regole IMOCA.
In pratica, questo secondo scafo integrato sotto lo scafo principale è progettato per aiutare la barca a decollare a basse velocità del vento. L'obiettivo è quello di mantenere un volo relativamente basso pur aumentando rapidamente la velocità.
Questo approccio differisce dalle precedenti generazioni di imbarcazioni IMOCA, che si concentravano maggiormente sulla riduzione della resistenza aerodinamica pura o sull'aumento della potenza aerodinamica.
Un sistema di chiglia adattato a questa nuova architettura
L'adozione di questo trabiccolo ha una serie di conseguenze strutturali. In particolare, il pozzetto della chiglia deve incorporare una grande carenatura per preservare la continuità idrodinamica dell'insieme. Per accompagnare i movimenti della chiglia basculante, i team hanno sviluppato un sistema speciale per mantenere lo scafo il più pulito possibile quando la chiglia fa perno.
Questo sviluppo illustra una delle principali sfide della nuova generazione di imbarcazioni IMOCA: integrare forme sempre più complesse limitando i disturbi idrodinamici.
Di conseguenza, il volume interno dell'imbarcazione è notevolmente superiore a quello del suo predecessore.
Reattori alimentati da misuratori a bassa energia
Particolare attenzione è stata prestata anche al riempimento dei serbatoi di zavorra. L'imbarcazione dispone di quattro volumi di zavorra distribuiti tra prua, fiancate e poppa. I serbatoi sono alimentati da palloni posizionati nelle sezioni inferiori dello scafo.
Questa disposizione mira a ottimizzare i trasferimenti di acqua e a limitare le perdite di energia.
Lo zavorramento rimane un elemento essenziale per le prestazioni delle moderne imbarcazioni IMOCA. Dislocando diverse centinaia di litri d'acqua a seconda delle condizioni incontrate, lo skipper modifica l'assetto e il bilanciamento della barca per sfruttare al meglio la potenza dei foil.
Un pozzetto di prua per avvicinare il comandante al centro nevralgico della nave
Un altro sviluppo sorprendente è il pozzetto. Nella storia delle barche IMOCA, i pozzetti stanno gradualmente arretrando. Su DMG Mori, invece, stanno andando avanti.
La postazione di lavoro è ora situata dietro l'albero, ben a prua della barca. Questa disposizione avvicina lo skipper al centro di gravità e ai sistemi di trimmaggio principali.
Questa organizzazione sta cambiando profondamente la vita a bordo. L'area di manovra diventa uno spazio integrato dove si concentrano il governo, il controllo delle vele e la gestione dei sistemi di bordo. D'altra parte, questa parte della barca diventa una zona umida che deve essere drenata in modo efficiente dopo ogni carico d'acqua.
Foil progettati per volare più in basso e assorbire gli urti
I nuovi foil sono uno degli aspetti più seguiti del progetto. Realizzati quasi interamente in materiale composito, hanno una geometria studiata per stabilizzare il volo a bassa altezza dall'acqua.
Il sistema di messa a punto consente di agire contemporaneamente su diversi parametri per regolare la potenza sviluppata dalla lamina e il suo comportamento dinamico.
Gli ingegneri hanno anche incorporato elementi ammortizzanti sotto forma di elastomeri per assorbire alcune delle forze generate dall'impatto con il mare.
Inoltre, il cilindro di regolazione ha una pressione massima preimpostata. Se questo limite viene raggiunto, il sistema rilascia automaticamente parte della sollecitazione per ridurre il carico applicato alla lamina.
Questo tipo di protezione è essenziale su imbarcazioni in grado di raggiungere velocità elevate per diversi giorni alla volta.
Ergonomia studiata per le lunghe traversate
A poche settimane dal varo, i team stanno lavorando principalmente sugli allestimenti interni, sull'elettronica di bordo e sulle postazioni di guida.
L'ergonomia svolge un ruolo centrale nello sviluppo delle moderne imbarcazioni IMOCA. Le prestazioni non dipendono più solo dalla velocità potenziale della barca, ma anche dalla capacità dello skipper di mantenere un elevato livello di impegno per diverse settimane.
Lo stivaggio delle attrezzature illustra questa evoluzione. Il tradizionale stivaggio laterale dell'attrezzatura tende a scomparire a favore di una gestione longitudinale del carico. Le sacche per le vele e le attrezzature vengono ora spostate a prua e a poppa per influenzare in modo più preciso l'assetto e il baricentro dell'imbarcazione.
Un'identità giapponese fin nei minimi dettagli
DMG Mori è anche orgogliosa delle sue radici giapponesi. A bordo sono stati integrati diversi elementi decorativi ispirati alla cultura giapponese. La decorazione dei foil e dello scafo evoca il mondo delle katane, in linea con l'identità del partner del titolo.
Al di là dell'aspetto visivo, questa dimensione culturale accompagna un progetto che mira a fondere tecnologie all'avanguardia e tradizioni marittime giapponesi.
A pochi giorni dal varo, il nuovo IMOCA DMG Mori sembra essere uno dei progetti più seguiti di questa generazione. La sua architettura a trambusto, i suoi foil progettati per stabilizzare il volo e il suo cockpit avanzato testimoniano la continua ricerca di un equilibrio tra potenza, controllo e facilità d'uso. Le prime prove in mare ci permetteranno ora di verificare se le promesse del progetto di Guillaume Verdier si traducono in reali vantaggi in acqua.

/ 

















