Cap Martinique 2026, analisi delle opzioni di partenza e di rotta iniziale

Un buon inizio!
Un buon inizio! © Liot-Bouras / Disobey. / Cap-Martinique

Il 20 aprile alle 17.00, la flotta di Cap Martinique ha lasciato la baia di Quiberon, con 45 barche dirette a Fort de France. Una regata transatlantica che inizia in condizioni facili, prima di prendere velocità nel Golfo di Biscaglia.

La partenza della Cap Martinique 2026 segna l'inizio di una traversata transatlantica di oltre 4000 miglia tra La Trinité sur Mer e la Martinica. La flotta, composta da 45 monoscafi IRC da 30 a 40 piedi, navigherà inizialmente in condizioni regolari prima di entrare rapidamente in una sequenza meteorologica più sostenuta.

Partenza dalla baia di Quiberon

La partenza è avvenuta con un flusso da est, con mare leggero e buona visibilità. Queste condizioni hanno garantito una partenza senza intoppi, senza compressioni della flotta e senza manovre vincolate.

© Liot-Bouras / Disobey. / Cap-Martinique
liot-Bouras / Disobbedire / Cap-Martinique

L'uscita dalla baia è avvenuta senza problemi, con ogni equipaggio che ha trovato rapidamente la propria rotta e velocità. Questa prima fase è un classico per questo tipo di eventi: il posizionamento iniziale determina le opzioni che si presenteranno nel Golfo di Biscaglia.

Il rinvio di 24 ore deciso dai direttori di gara ha evitato un peggioramento della situazione al largo di Capo Finisterre, noto per i suoi attraversamenti con mareggiate e venti accelerati.

Un rapido ingresso nel Golfo di Biscaglia

La flotta si dirige verso la foce della Gironda, ormai parte della rotta. Questo waypoint richiede un primo riposizionamento strategico prima della discesa verso Capo Finisterre.

© Liot-Bouras / Disobey. / Cap-Martinique
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Le previsioni indicano un aumento del vento fino a 35-40 nodi con raffiche nel Golfo di Biscaglia. Questa fase strutturerà le prime lacune, soprattutto in termini di gestione della velocità, delle traiettorie e della fatica.

La maggior parte del passaggio intorno a Capo Finisterre dovrebbe essere di bolina. I concorrenti dovranno fare i conti con mare ancora mosso e venti di direzione instabile, sulla scia di un sistema di bassa pressione che sta evacuando verso nord.

Una flotta omogenea secondo le regole IRC

La Cap Martinique si basa su una classifica a tempo compensato. Questo sistema sfrutta al meglio la diversità delle imbarcazioni, integrando le loro caratteristiche nel calcolo delle prestazioni.

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La flotta 2026 comprende 14 skipper solitari e 31 equipaggi in doppio, per un totale di 76 velisti. I profili sono vari, da velisti esperti a equipaggi che partecipano alla loro prima regata transatlantica.

Le barche presenti coprono un ampio spettro, dai Figaro 2 ai Sun Fast 3200, passando per i JPK 10.10 e i Pogo RC. Questa diversità crea reali differenze di velocità in mare, che vengono poi compensate nelle classifiche.

L'arrivo del JPK 10.50 al cospetto di scafi già collaudati

Tra le barche più recenti, il JPK 10.50 si presenta per la prima volta all'evento. Diversi skipper si schierano su questo modello, tra cui Alex Ozon e Jean François Hamon. Il cantiere è rappresentato anche dallo stesso Jean Pierre Kelbert.

Di fronte a questa nuova generazione di barche, ci sono ancora alcuni nomi familiari sul circuito IRC. I Figaro 2 e i Sun Fast 3200 hanno ancora solide referenze, soprattutto in condizioni sostenute.

Sam Manuard, che gareggia su un Pogo RC da lui progettato, fa parte di questo confronto tra architetti e costruttori. Le condizioni di sottovento, comuni in una regata transatlantica, dovrebbero favorire gli scafi moderni, senza escludere le barche più vecchie e ben gestite.

Un percorso più lungo strutturato per punti di passaggio

Il percorso del 2026 supera le 4.000 miglia nautiche. Dopo aver doppiato la boa della Gironda e doppiato Capo Finisterre, la flotta si dirigerà verso Porto Santo, nell'arcipelago di Madeira, lasciandole a dritta.

Questo passaggio segna una svolta nella regata. I concorrenti entrano gradualmente negli alisei, dove la navigazione è più stabile ma impegnativa nel tempo.

Il resto della rotta si estende verso le Antille, con una lunga discesa sottovento. Questa fase richiede una gestione precisa dell'autopilota, delle vele di prua e della struttura della barca.

Squadre che gestiscono il loro ritmo e si impegnano a lungo termine

Sia che si tratti di una sola mano o di una doppia mano, la gestione del tempo e della fatica rimane centrale. Gli equipaggi devono organizzare gli orologi, monitorare i sistemi e mantenere una velocità costante senza danneggiare le attrezzature.

Le testimonianze raccolte alla partenza illustrano questa realtà. Alcuni puntano innanzitutto all'arrivo, prestando attenzione a preservare la barca. Altri puntano alla classifica, pur tenendo conto dei vincoli di una lunga traversata.

La preparazione logistica, in particolare il rifornimento di carburante, è parte integrante delle prestazioni. In un periodo di quasi tre settimane per le barche più veloci, ogni dettaglio conta, dalla gestione dell'energia all'ergonomia di bordo.

Con la partenza convalidata in buone condizioni, la Cap Martinique 2026 entra nella sua fase oceanica. La gerarchia sarà gradualmente costruita, al variare dei sistemi meteorologici e delle scelte di rotta, fino all'avvicinamento alla Martinica.

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