Coppa America: divorzio da 200 milioni di euro tra Ben Ainslie e Jim Ratcliffe

L'oggetto della controversia
L'oggetto della controversia © Ricardo Pinto

A un anno dalla prossima America's Cup, due importanti operatori britannici sono ai ferri corti. Al centro della questione c'è un AC75 con questioni tecniche e sportive in ballo. Una situazione che si è creata nel bel mezzo dei preparativi per il prossimo ciclo.

A terra, i team si stanno organizzando per la 38a America's Cup. Ma sul fronte britannico si sta combattendo un'altra battaglia, lontano dall'acqua, per la proprietà di un AC75 che è diventato il fulcro dei preparativi.

Un AC75 nel cuore del sistema britannico

Lo yacht in questione è diverso da tutti gli altri. L'ex Ineos Britannia, che ora opera con il nome di GB1, ha lasciato il segno nell'ultimo ciclo raggiungendo la finale challenger della 37a America's Cup.

L'AC75 britannique ©Ricardo Pinto
L'AC75 britannico ©Ricardo Pinto

In un contesto in cui gli AC75 saranno riutilizzati per l'edizione 2027, questo tipo di unità rappresenta una base tecnica essenziale. I team non partono da zero, ma adattano, ottimizzano e capitalizzano le piattaforme esistenti. Senza questo supporto, la preparazione diventa a dir poco complessa.

Una frattura tra partner industriale e squadra sportiva

Per due campagne, Ineos e Ben Ainslie hanno lavorato insieme. La prima ha fornito le risorse finanziarie e industriali, mentre il secondo ha guidato il progetto sportivo attraverso Athena Racing. Alla fine della 37a edizione, però, sono emerse delle divergenze. All'inizio del 2025, la separazione è stata ufficializzata.

Sir Ben Ainslie, à droite ©Ineos
Sir Ben Ainslie, a destra ©Ineos

Ineos ha quindi pensato di continuare senza Ainslie, prima di rinunciare. Da parte sua, Athena Racing ha continuato la campagna con una nuova identità, GB1. Questa scissione ha lasciato in sospeso una questione centrale, quella della proprietà degli asset sviluppati congiuntamente.

Ineos ha intrapreso un'azione legale per far riconoscere la sua proprietà dello yacht. Il gruppo sta proponendo un investimento di oltre 400 milioni di euro in due campagne, che comprende la progettazione e la costruzione dell'AC75.

Per Ineos, l'imbarcazione rimane un bene industriale finanziato e deve essere restituita.

Athena Racing, invece, ritiene che questi beni le appartengano e che facciano parte della continuità del suo programma sportivo. Oltre all'imbarcazione stessa, la controversia riguarda anche elementi meno visibili, come i dati sulle prestazioni, gli sviluppi tecnologici e la proprietà intellettuale.

Un calendario sportivo sotto pressione

Questa disputa arriva in un momento in cui il programma della 38a America's Cup è già in corso. I team devono prepararsi ai primi confronti, con una pre-regata prevista dal 21 al 24 maggio 2026 a Cagliari con gli AC40. Allo stesso tempo, gli AC75 vengono modificati per conformarsi al nuovo protocollo. Il tempo a disposizione per ottimizzare le barche rimane limitato.

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