Con i suoi modelli elettrici, Viva non si concentra solo sulla propulsione. Il marchio introduce un approccio diverso alla moto d'acqua, concentrandosi sull'usabilità, la stabilità e la modularità a bordo.
Un'architettura più ampia che cambia il comportamento in acqua
I modelli Viva hanno uno scafo lungo 4 metri e largo 1,40 metri. Un formato atipico nel mondo delle moto d'acqua, che di solito sono più strette.

Questa larghezza garantisce una maggiore stabilità, soprattutto da fermo e a basse velocità. Per gli operatori del settore del noleggio o per gli utenti inesperti, ciò facilita la presa di confidenza e limita gli squilibri.
Il ponte laterale più ampio facilita inoltre gli spostamenti all'interno dell'imbarcazione. È più simile a una piccola piattaforma di lavoro che a una moto d'acqua convenzionale. Questa configurazione influenza anche il comportamento dell'imbarcazione quando è ferma o in navigazione. La stabilità ha la precedenza sulla pura agilità, con un compromesso orientato alla sicurezza e alla versatilità.
Propulsione elettrica adatta ai cicli brevi
La gamma si basa su motori elettrici da 75 kW a 130 kW, a seconda della versione.
Il modello Cruizer sviluppa 75 kW con una batteria da 28 kWh, per una velocità dichiarata di 35 nodi e fino a 2,5 ore di autonomia a seconda dell'utilizzo. Il modello GT arriva a 100 kW con 42 kWh e una velocità massima di 45 nodi.

Con la ricarica rapida, è possibile passare dal 10% all'80% in 30 minuti su un punto di ricarica da 50 kW. La ricarica lenta richiede dalle 4 alle 5 ore.
Queste caratteristiche rendono queste unità adatte a cicli operativi brevi, tipici del noleggio o delle operazioni una tantum, con ritorno regolare in banchina.
Una piattaforma progettata per molteplici usi
Viva parla di eMPV, ovvero Electric Multi Purpose Vessel. Dietro questo acronimo si cela il desiderio di uscire dai rigidi confini delle moto d'acqua da diporto.

Il modello PRO fa un ulteriore passo avanti in questa logica. Il ponte diventa un'area di lavoro in grado di ospitare una barella, un'attrezzatura subacquea o di sorveglianza, con un carico utile superiore a 250 kg e un basso pescaggio, che consente di lavorare vicino alla riva o in zone poco profonde.
Applicazioni professionali identificate
Il modello PRO è chiaramente rivolto a operatori pubblici o privati, servizi di soccorso, forze dell'ordine e sorveglianza costiera. La propulsione elettrica offre numerosi vantaggi operativi. Il livello di rumore ridotto facilita gli approcci discreti. L'assenza di emissioni ne consente l'utilizzo in aree ristrette o in specchi d'acqua sensibili.
La modularità del ponte consente di adattare l'unità a diversi scenari, dal trasporto di attrezzature all'evacuazione e al pattugliamento. Ma questa configurazione richiede anche una gestione precisa dell'autonomia, in funzione delle missioni e dei cicli di ricarica.
Bassi costi di gestione e manutenzione
L'elettricità cambia la struttura dei costi. Viva ha annunciato un consumo di circa 25 kWh per tre ore di utilizzo del modello PRO, il che significa un costo energetico limitato rispetto a un equivalente a combustione.
L'assenza di carburante, olio motore e di alcuni componenti meccanici riduce la necessità di manutenzione ordinaria. Ciò semplifica la gestione quotidiana per gli operatori delle flotte, in particolare per le società di leasing. D'altra parte, l'infrastruttura di ricarica diventa un elemento centrale del sistema.
Posizionamento di prezzo rispetto ai motori a combustione
I modelli Viva hanno un prezzo vicino a quello delle moto d'acqua di alta gamma. Il Viva Cruizer ha un prezzo di 39.000 euro IVA esclusa, mentre il Viva GT raggiunge i 49.000 euro IVA esclusa.
A titolo di confronto, una moto d'acqua a combustione interna equivalente, come la Sea Doo GTX Limited o la Yamaha FX Cruiser, costa generalmente tra i 25.000 e i 35.000 euro IVA esclusa, a seconda del motore e dell'equipaggiamento, con potenze di 200 CV o più.
La differenza nel prezzo di acquisto rimane quindi reale, a favore dei motori a combustione. Ma è in parte compensata dalla quantità di utilizzo. Mentre un modello a benzina consuma diverse decine di litri per una sessione di 1 o 2 ore, con un costo superiore a 40 euro, il Viva consuma meno di 5 euro di elettricità per un ciclo analogo.
A ciò si aggiungono i maggiori costi di manutenzione dei modelli a combustione interna, come il cambio dell'olio, il filtraggio e lo svernamento del motore. I veicoli elettrici, invece, richiedono meno manutenzione, ma dipendono maggiormente dalle infrastrutture di ricarica. Nel caso del modello PRO, costruito su richiesta, il prezzo varia a seconda della configurazione, del motore, della capacità della batteria e dell'equipaggiamento specialistico.
Una costruzione orientata ai materiali compositi
Gli scafi sono realizzati in composito di carbonio e bio composito. Viva annuncia una riduzione dell'impronta di carbonio associata alla produzione, con l'utilizzo di materiali parzialmente riciclabili. Queste scelte mirano a conciliare la resistenza all'uso intensivo, in particolare in un ambiente salino, con i vincoli di peso associati all'elettrificazione. Il veicolo è costruito in Finlandia, con una logica produttiva adatta alle serie limitate e alle configurazioni personalizzate, in particolare per la versione PRO.
In definitiva, Viva non si limita a offrire un'alternativa elettrica alla moto d'acqua a combustione interna. Il marchio introduce una piattaforma intermedia, tra moto d'acqua, allegato tecnico e strumento professionale, con utilizzi che vanno oltre il puro svago.

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