A Marsiglia, i Campionati francesi di vela olimpica d'élite hanno fatto il loro ritorno con un formato che cambia il modo di guardare al livello francese. Tutte le serie si sono riunite sullo stesso specchio d'acqua, con 121 atleti, giovani emergenti e leader affermati. Il risultato: incoronazione di campioni, ma anche lezioni molto concrete su prestazioni, formati e capacità di affrontare condizioni avverse.
Lo stesso specchio d'acqua per tutte le serie e la logistica diventa un problema sportivo
Riunire tutte le serie olimpiche allo Stade Nautique Florence Arthaud è pratico per il pubblico, ma è anche una prova di organizzazione per le squadre. Quando tutti condividono lo stesso specchio d'acqua, la gestione degli slot, delle partenze, dei rientri a terra e della sicurezza assume una dimensione completamente nuova.
Per gli allenatori, è un quadro più chiaro della densità francese. Per gli atleti, crea emulazione: ci incontriamo sulla terraferma, osserviamo le impostazioni, confrontiamo i metodi di riscaldamento e recupero.
Venti forti seguiti da arie leggere: il campionato ci costringe a cambiare il nostro software
Lo scenario meteorologico era chiaro: un forte maestrale, poi un'ultima giornata di finali con venti leggeri. Fin dall'apertura, solo le tavole a vela iQFoil hanno regatato prima che le condizioni diventassero troppo violente. Il giorno seguente, con previsioni di 30-35 nodi e raffiche fino a 45 nodi, le regate sono state annullate per tutte le serie. Poi le regate sono riprese, prima di una finale disputata con aria leggera.
Per un campionato Elite, questo grande divario è più di un semplice dettaglio. Costringe a passare dalla navigazione con impegno, dove dominano il controllo e la sicurezza, alla navigazione con finezza, dove la pura velocità non è più sufficiente. È proprio questo che ci ricorda Franck Citeau, performance manager, quando insiste sulla capacità di fare tutto in successione, a volte nello stesso giorno.
Cellule di performance: lo strumento diventa collettivo e visibile
Il campionato non è stato concepito come una semplice cerimonia di consegna delle medaglie. L'obiettivo dichiarato è quello di far lavorare gli atleti con le squadre di meteorologia, ingegneria, preparazione mentale e dietetica. In parole povere, stiamo mettendo sul pontone un po' di quello che di solito avviene in allenamento o dietro le quinte.
Per i giovani è un passo importante. Gareggiano con i migliori e scoprono gli stessi elevati standard di preparazione, analisi e recupero. Per i leader, è un'opportunità per convalidare le loro routine e misurare la loro capacità di rimanere lucidi quando le condizioni cambiano.
L'aspetto negativo è che questa densità di supporto può anche mettere sotto pressione. Siete osservati, cronometrati e confrontati. Ma è proprio questo l'obiettivo, preparare la costruzione del progetto 2028.
Scuotere le gerarchie
Franck Citeau parla di gerarchie che a volte vengono scosse. Questo è un punto chiave. Un campionato nazionale forte significa una selezione costante in allenamento. Ed è anche una fonte di progressione, perché la competizione interna impedisce l'assestamento.
Per quanto riguarda iQFoil, Hélène Noesmoen ha vinto la gara femminile, davanti a Manon Pianazza e Marion Couturier. Nella gara maschile, Nicolas Goyard ha conquistato il titolo davanti a Tom Arnoux e Louis Pignolet. Nella Formula Kite, Lauriane Nolot è campionessa francese Elite 2026 nella categoria femminile e Nell de Jaham vince il titolo maschile.
Nell'ILCA, Alexandre Kowalski si è aggiudicato l'ILCA 7, mentre Louise Cervera ha vinto l'ILCA 6. Nella classe 49er, Erwan Ficher e Clément Pequin hanno conquistato il titolo. Nel 49er FX, Manon Peyre e Amélie Riou hanno vinto la loro prima regata insieme. Nel 470, Matisse Pacaud e Lucie de Gennes sono campioni. Nel Nacra 17, Tim Mourniac e Aloïse Retornaz hanno conquistato il titolo.
Quello che Marsiglia 2026 dice già sul progetto 2028
Il campionato è il calcio d'inizio della stagione olimpica, ma soprattutto è il primo tassello per il 2028. L'ambizione espressa dalla dirigenza è chiara: essere tra le prime 3 nazioni ai Giochi Olimpici, il che significa andare a caccia di medaglie d'oro.
In acqua, Marsiglia ha offerto una semplice lezione: bisogna essere versatili, robusti e capaci di cambiare registro senza perdere il filo. Sulla terraferma, l'evento ha mostrato una squadra francese strutturata, con strumenti performanti e una competizione interna che non va a dormire.
E alla fine, questa è forse la migliore definizione di un campionato Elite. Titoli, sì. Ma soprattutto punti su cui lavorare fin dal prossimo lancio.

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