A Lorient, il design delle barche a vela da regata svela i suoi segreti di realizzazione

Prima di diventare riconoscibile in mare, una barca a vela da regata passa anche dal tavolo del progettista. Lo scafo, le vele e i volumi determinano in parte il lavoro grafico. Una mostra a Lorient illustra come Jean-Baptiste Epron riesca a conciliare questi vincoli.

Su una barca da regata d?altura, l?identità grafica deve adattarsi a un supporto che non ha nulla a che vedere con una pagina bianca. Le forme dello scafo, la configurazione delle vele, il movimento dell?imbarcazione e la presenza dei partner impongono i propri vincoli. A Lorient, «Lignes d'Horizon» permette di osservare le diverse fasi di questo lavoro applicato alle barche a vela da competizione.

Dallo schizzo allo scafo di una barca da regata

In mostra dal 9 giugno 2026 sul piazzale della Cité de la Voile Éric Tabarly, l'esposizione raccoglie diversi decenni di opere di Jean-Baptiste Epron. Nove grandi totem espongono bozzetti, studi grafici e progetti definitivi.

Il percorso permette in particolare di comprendere come le linee e i colori si integrino con l'architettura dell'imbarcazione. Sia sullo scafo che sulla vela, il disegno deve seguire i volumi, pur mantenendo un'identità sufficientemente riconoscibile da identificare l'imbarcazione e i suoi partner.

Dai multiscafi alle barche a vela con foil

Jean-Baptiste Epron lavora da oltre trent'anni all'identità visiva delle imbarcazioni da regata d'altura. Un periodo che gli ha permesso di seguire l'evoluzione della flotta oceanica, dai multiscafi delle prime generazioni alle barche a vela dotate di foil.

«Lignes d'Horizon» permette così di osservare le imbarcazioni da regata da una prospettiva raramente approfondita: quella del passaggio da un progetto grafico bidimensionale alla sua applicazione su forme concepite innanzitutto per navigare.

La mostra è gratuita e aperta a tutti sul piazzale della Cité de la Voile Éric Tabarly, a Lorient, fino al 1° novembre 2026.

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