C'è chi va in mare solo per qualche settimana all'anno. E poi c'è chi per cui la barca è diventata un luogo di vita, oltre che un terreno di apprendimento.
Da tre anni Nicolas vive a bordo della Versan a Chalon-sur-Saône. Ogni estate lascia il suo ormeggio per raggiungere il Mediterraneo, prima di tornare al suo porto di base risalendo il Rodano e la Saona. Un percorso che lo porta dagli ancoraggi costieri alle chiuse, dalla navigazione a vela alla risalita di un fiume a motore.
Anche quest'anno la partenza è prevista per il 21 luglio 2026. Destinazione: la Costa Azzurra, prima di un ritorno che richiede di cambiare metodo e, a volte, configurazione, senza cambiare imbarcazione.
Dieci anni a bordo della Versan
Costruito nel 1970, il Versan è un AMEL Euros 39 di 11,75 metri. Questo ketch fa parte dei primi modelli del marchio: l'Euros 39, il primo ketch AMEL, è stato prodotto tra il 1966 e il 1972.
Nicolas è il terzo proprietario. Ma da tre anni la barca è ben più di un semplice mezzo che utilizza per le vacanze: è il luogo in cui vive.
Ogni estate scende fino al Mediterraneo per andare in barca a vela, per poi risalire a fine stagione verso Chalon-sur-Saône. Il percorso è diventato ormai un appuntamento fisso, ma non è mai del tutto uguale a se stesso. Le condizioni cambiano, così come le situazioni, e ogni viaggio gli permette di conoscere meglio la sua barca.
Il 21 luglio, Versan riprende quindi il viaggio verso il mare.

Il Mediterraneo, tra scali e affluenza estiva
La Ciotat, Porquerolles, La Napoule e poi Antibes, dove Versan fa scalo per tre giorni: Nicolas ritrova i paesaggi della Costa Azzurra, ma anche un'affluenza estiva che lascia poco spazio all'improvvisazione.
A Porquerolles, nella baia del Langoustier, l'acqua raggiunge i 28 °C. Una temperatura piacevole per fare il bagno, ma che non è solo una buona notizia. Questo caldo insolito ci ricorda che anche l'ambiente marino subisce gli effetti dei cambiamenti climatici.
Un?altra constatazione, più evidente dal ponte: gli ormeggi sono ancora più affollati rispetto agli anni precedenti. Le imbarcazioni si concentrano nelle stesse zone, e la questione della scelta dell?ormeggio non riguarda solo lo spazio disponibile. Le ancore e le relative catene possono danneggiare le praterie di posidonia, fondamentali per l?equilibrio dell?ecosistema mediterraneo. Intorno a Porquerolles, la gestione degli ormeggi rappresenta quindi una sfida importante per conciliare la frequentazione nautica e la tutela dei fondali.

All?altezza di Brégançon, il panorama cambia. Nicolas incrocia diverse imbarcazioni militari in mare. Il dispositivo di sicurezza, particolarmente visibile, gli fa pensare che la coppia presidenziale si trovi al forte. Un episodio singolare nel corso di una navigazione costiera in cui diportisti, attività militari e altre attività si condividono lo stesso specchio d?acqua.
Quando gli chiedo di descrivere il Mediterraneo con una sola parola, Nicolas risponde senza esitare: «mutevole». Pensa al tempo, a volte instabile, ma anche al numero di imbarcazioni e ai comportamenti in mare. La costa rimane affascinante, ma in piena estate navigare significa anche fare i conti con un traffico intenso e comportamenti non sempre rispettosi.

Ad Antibes, il pilota automatico decide di fermarsi
Ad Antibes, Versan rimane tre giorni. È lì che il pilota automatico si guasta. Nicolas decide di risolvere il problema sul posto e fa riparare l'apparecchiatura prima di ripartire.
Su una barca costruita nel 1970, che lui stesso guida e mantiene, conoscere bene la propria attrezzatura è importante tanto quanto sapere dove trovare una soluzione quando un'attrezzatura si guasta.
Poi arriva il ritorno: bisogna cambiare barca? senza cambiarla
Dopo il Mediterraneo, Nicolas raggiunge Port-Saint-Louis-du-Rhône. Per proseguire lungo il fiume, il Versan deve essere smontato. Dopo diverse settimane di navigazione a vela, l?imbarcazione risale ora il Rodano a motore, con i due alberi fissati sul ponte.
Il cambiamento non riguarda solo la propulsione. Ora occorre prestare attenzione all?altezza sotto i ponti, seguire il canale, fare i conti con la corrente e il traffico commerciale e prepararsi al passaggio delle chiuse.
Le dimensioni delle opere danno un?idea di ciò che attende i diportisti: sul Rodano, le chiuse aperte alla navigazione da diporto misurano generalmente 190 metri di lunghezza per 12 metri di larghezza. Quella di Port-Saint-Louis-du-Rhône costituisce un'eccezione, con 135 metri di lunghezza per 19 metri di larghezza. Tra Lione e il pianoro di Arles, il canale navigabile raggiunge una larghezza minima di 60 metri.
Dopo gli ancoraggi nel Mediterraneo, l?attenzione si concentra ora sulle infrastrutture, sulle distanze e sulle manovre da prevedere.

Le chiuse: un?altra scuola di manovra
Sul Rodano, le chiuse richiedono un?attenzione costante. Bisogna entrare nella camera di chiusa, posizionarsi, ormeggiare e poi accompagnare l?imbarcazione durante l?intera variazione del livello dell?acqua.
I dissuasori sono galleggianti: seguono l?innalzamento o l?abbassamento del livello nella camera di compensazione. Le cime di ormeggio devono essere tenute sotto controllo dall?inizio alla fine della manovra. Non basta ormeggiare e aspettare.
Nicolas sottolinea un punto molto concreto: le cime devono essere pronte prima di entrare nella chiusa. Una volta chiuse le porte, non c'è più tempo per cercare una cima o per decidere come organizzarsi.
Il Rodano conta 13 chiuse aperte ai diportisti, utilizzate anche dalle imbarcazioni commerciali. Le due tipologie di navigazione condividono lo stesso percorso, pur con vincoli e limiti di ingombro ben diversi.
A Bollène, il cambiamento di scala è particolarmente impressionante: la chiusa presenta un dislivello di 23 metri, il più elevato di tutta la Francia.
Durante la risalita, Nicolas supera le 13 chiuse del Rodano, poi altre 3 sulla Saona. Il ritmo è ormai dettato dalle opere idrauliche, dal traffico e dalle condizioni di navigazione, ben più che dal desiderio di prolungare una sosta o di scegliere un ancoraggio.
Anche l'AIS e la VHF rivestono un ruolo fondamentale in questo contesto condiviso con i professionisti. La risalita del fiume richiede di anticipare le mosse, di rimanere vigili e di preparare le manovre prima di arrivare sul posto.

Il prossimo passo: non tornare più indietro
Questi viaggi di andata e ritorno tra Chalon-sur-Saône e il Mediterraneo sono il preludio a un progetto più ambizioso. Nicolas ha in mente di partire per diversi anni con Versan per scoprire il Mediterraneo in modo diverso, prendendosi il tempo di soffermarsi dove desidera.
Ogni discesa estiva gli permette di conoscere meglio la costa e la sua barca. Ogni risalita lungo il Rodano e la Saona lo porta a padroneggiare un altro ambiente di navigazione. Tutte esperienze che alimentano il suo progetto iniziale.
Il giro annuale potrebbe quindi cambiare direzione: non più raggiungere il mare prima di tornare a Chalon, ma salpare per diversi anni.

«La gioia di navigare spinti dal vento e il rapporto con la propria barca a vela hanno qualcosa di quasi mistico, che permette di dimenticare le preoccupazioni e di sentirsi pienamente felici in mare.» Nicolas.

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