Navigare nudi: il segreto meno ben custodito dei diportisti?

Navigare in costume da bagno non è già di per sé una cosa scontata ovunque. Figuriamoci senza alcun indumento: l?argomento suscita subito reazioni. Una domanda posta dall?equipaggio del catamarano Sailing Atypic, in viaggio intorno al mondo dal 2019, ha suscitato decine di testimonianze che raccontano sia i piaceri della vita in mare sia i limiti imposti dalla sicurezza e dal rispetto degli altri.

Quando si trascorrono settimane in mare, certe abitudini finiscono per sembrare del tutto normali. È questa la domanda che Sailing Atypic ha posto alla propria comunità sui social network: "Sii sincero... navighi nudo?" Le risposte, spesso divertenti, a volte molto serie, tracciano un ritratto piuttosto fedele della vita a bordo.

In mare aperto, il codice di abbigliamento diventa molto semplice

Per molti, la risposta dipende soprattutto dal luogo in cui si trova l?imbarcazione. Al largo, quando non si vede nemmeno una vela all?orizzonte, molti diportisti ammettono di togliersi facilmente maglietta, pantaloncini e costume da bagno. Alcuni spiegano che ciò accade loro solo durante le traversate, altri solo quando sono all?ancora, in una baia tranquilla.

D'altra parte, non appena il traffico aumenta o i vicini si avvicinano, i vestiti tornano rapidamente al loro posto. Diversi utenti del web raccontano di coprirsi sistematicamente quando ci sono bambini o barche nelle vicinanze.

In definitiva, la discrezione sembra essere una regola molto più importante del pudore.

I verricelli ci ricordano subito che una barca non è una spiaggia

È probabilmente l'argomento che ricorre più spesso nei commenti.

Molti scherzano sui rischi di rimanere incastrati con «una parte essenziale del proprio corpo» in un verricello, in una scotta o in una cima in tensione. Dietro alle battute, però, il messaggio è molto serio. Molti diportisti raccontano infatti di aver già vissuto un?esperienza spiacevole o di conoscere qualcuno a cui è successo. Inutile dire che alcuni preferiscono tenere almeno un paio di pantaloncini quando iniziano le manovre.

Il sole è piacevole... fino a un certo punto

Le lunghe giornate in mare fanno venire subito voglia di godersi il sole. Ma molti navigatori ricordano che alcune zone del corpo non sono spesso esposte ai raggi UV. E quando vi vengono esposte per diverse ore, il segno può durare diversi giorni.

Altri menzionano anche le meduse, il freddo che si incontra a certe latitudini o semplicemente il vento apparente, che rende l'esperienza molto meno piacevole del previsto.

La navigazione tropicale non ha decisamente nulla a che vedere con una traversata della Manica in primavera.

Ognuno fa come vuole, ma non ovunque

Le risposte rivelano anche un vero e proprio senso del galateo marittimo. Persino gli appassionati della navigazione senza indumenti spiegano di adattare il proprio comportamento alle circostanze. In un ancoraggio affollato, in prossimità di un porto o quando un?altra imbarcazione passa molto vicina, molti ritengono normale rivestirsi. La libertà fa parte del DNA della nautica da diporto, ma è accompagnata anche da una forma di rispetto reciproco tra gli equipaggi.

Da quando è partita per il giro del mondo nel 2019, l?equipaggio di Sailing Atypic condivide sui social i piccoli momenti che scandiscono la vita di un equipaggio in crociera d?altura. Questa volta, è bastata una semplice domanda per suscitare la reazione di centinaia di velisti. Alcuni hanno risposto con grande umorismo, altri con franchezza, altri ancora con cautela. Quasi tutti raccontano la stessa cosa: in mare, la sensazione di libertà è impareggiabile.

Ma questa libertà di solito finisce dove iniziano le manovre, le scottature solari... o il vicino di ormeggio che arriva con il gommone nel momento sbagliato. Forse è questa la migliore definizione della navigazione senza vestiti: un piacere che molti si concedono, a condizione di scegliere il posto giusto, il momento giusto e di tenere d?occhio i verricelli.