Raddoppiare la pratica nautica in dieci anni
La Royal Yachting Association si è prefissata un obiettivo decisamente ambizioso: raddoppiare la partecipazione attiva alle attività nautiche nel Regno Unito nei prossimi 10 anni. La sua strategia «Together on Water», lanciata inizialmente nel 2023 e aggiornata a settembre 2026, prevede inoltre di consentire a dieci milioni di persone di instaurare un legame con gli spazi acquatici.
La RYA non si rivolge quindi solo ai regatanti, ai proprietari di barche a vela o ai candidati al titolo di Yachtmaster. Il suo obiettivo più ampio è quello di aumentare la presenza in acqua e fidelizzare i nuovi appassionati.
L'ente britannico parte da una constatazione piuttosto poco trionfalistica: una parte della popolazione considera ancora la vela e le attività nautiche come difficili da praticare. Nel novembre 2025, in occasione del lancio della sua indagine ?Reflections on Water?, la RYA ha del resto riconosciuto esplicitamente che la partecipazione era in calo.
Questo forse rassicurerà i francesi: anche dall?altra parte della Manica, nascere su un?isola non basta evidentemente a far spuntare spontaneamente un impermeabile e un paio di stivali nell?armadio.
Abbattere le barriere prima di riempire i porti
La strategia si articola attorno a quattro assi. Il primo consiste nell?aumentare il numero di praticanti e la frequenza con cui navigano. Il secondo mira ad accogliere una popolazione più diversificata. Il terzo riguarda la tutela degli spazi acquatici. L'ultimo, denominato «Brilliant Basics», riunisce le strutture, i sistemi e l'organizzazione necessari al funzionamento dell'insieme.
Dietro il gergo istituzionale si cela una questione ben nota ai club nautici francesi: come trasformare una prima esperienza in acqua in un?attività duratura?
La RYA ritiene, in particolare, che la crescita passi attraverso la riduzione delle barriere all'accesso e l'apertura a nuovi segmenti di pubblico. La sua indagine ?Reflections on Water? deve servire a individuare tali ostacoli e a orientare i suoi programmi futuri.
La sfida va oltre il semplice aumento del numero di licenze o di adesioni. La strategia comprende il volontariato, la formazione, l?accesso alle professioni del settore e lo sviluppo delle comunità locali. La rete costituisce a questo proposito una leva importante: la RYA vanta oltre 100.000 membri e più di 2.000 centri di formazione riconosciuti nel Regno Unito.
La vela come elemento dell'identità britannica
La RYA aggiunge al proprio progetto una dimensione culturale. Ritiene infatti che, in una nazione insulare, il rapporto con l'acqua debba essere parte integrante dell'identità nazionale.
I francesi potrebbero ovviamente obiettare che non era necessario aspettare il 2026 per scoprire che gli inglesi avevano un certo legame con il mare. Alcuni secoli di storia navale, alcune regate e una certa Coppa America avevano già lasciato trapelare l'informazione.
Ma dietro questa piccola battaglia di bandiere si nasconde una questione molto più seria. Entrambe le sponde della Manica devono affrontare la necessità di rinnovare la base di praticanti, facilitare l'accesso ai club ed evitare che la vela venga percepita come un'attività riservata a chi ne conosce già le regole.
L'approccio britannico merita quindi di essere osservato non tanto per i suoi slogan quanto per i suoi risultati. Raddoppiare la partecipazione in dieci anni costituisce un obiettivo misurabile. Sarà tuttavia necessario conoscere con precisione il punto di partenza e seguire gli indicatori utilizzati dalla RYA per quantificare tale partecipazione.

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